“AMERICA GO AWAY!”

Scritto il 29/06/2026
da Semi di Pace

TRA GEOPOLITICA E MONDIALISMO: UN EVENTO CULTURALE ALLA CITTADELLA CON SARA LUCARONI

Giovedì 25 giugno presso la Cittadella “Semi di Pace”, in località Vigna del Piano a Tarquinia, si è tenuto un nuovo appuntamento culturale con la presentazione del libro “America Go Away! Come dittatori e lobbies del potere che sta travolgendo il mondo”, ultimo lavoro della giornalista e scrittrice Sara Lucaroni, pubblicato dalla Compagnia Editoriale Aliberti.

L’incontro è stato introdotto da Enrico Ronca, gruppo giovani “New Wave” di Semi di pace, che ha salutato gli intervenuti richiamando l’impegno costante dell’associazione non solo nell’ambito solidale ma anche in quello culturale, un binomio perfetto per raggiungere obiettivi di giustizia sociale sempre più importanti.

Dopo l’intervento di Claudio Cantina, Vice presidente del locale Comitato Soci Coop Etruria, organizzatore dell’evento in collaborazione con l’associazione umanitaria Semi di Pace, con la Biblioteca Comunale Vincenzo Cardarelli e con la Libreria-Caffè La Vita Nova , ha preso la parola Antonello Carvigiani, giornalista di TV2000, la TV dei vescovi italiani, che ha dialogato con l’autrice Sara Lucaroni approfondendo i temi affrontati nel volume, che propone una riflessione sulle dinamiche geopolitiche contemporanee, sui rapporti di potere internazionali e sulle trasformazioni che stanno interessando gli equilibri globali.

Sara ha esordito richiamando quello che è stato per tanti “il sogno americano” per affrontare concretamente la deriva populista e imperialista dell’Occidente sempre più pervaso da una pretesa supremazia morale e culturale che continua ad avvelenare i tempi moderni con politiche di guerra quando non di indifferenza.

Ha ricordato che la nazione americana è sorta dopo uno dei più grandi genocidi della storia moderna, quello a carico non degli indiani bensì dei nativi americani, un vizio primordiale che avvelena da sempre la storia di quel paese.

Ha parlato di tante cose e lo ha fatto in maniera emozionante, interrogandosi sulla brutalità dell’Ice, sulle violenze USA in Venezuela e Iran, su Gaza; sulle alleanze con l’autoritarismo interno e globale, sul movimento Maga, sull’uso improprio e criminoso della religione cattolica, cercando di spiegare cosa succede oggi in modo da affrontare meglio la fine di quel “sogno americano” e, soprattutto, di immaginare come salvare la vecchia Europa da populismo, turbo-capitalismo, tecnomiliardari, guerra ai poveri e ai diritti e alle libertà di tutte e tutti.

Dal 1945 in poi, gli Stati Uniti sono stati il punto di riferimento politico ed economico della vecchia Europa – l’Europa «con le sue lucine e i taxi neri», come cantava Giorgio Gaber – oltre che il motore di un mondo occidentale costruito su certezze, assetti, cultura e identità. Trump, noncurante della storia e persino delle più basilari convenzioni istituzionali, ha sovvertito le regole democratiche, cancellato diritti individuali e smantellato strutture di potere consolidate in nome di valori appartenenti a un Paese che lui stesso sta progressivamente distruggendo. Non era mai successo prima non perché i suoi predecessori siano stati un modello di democrazia, tutt’altro. Ma oggi tra gaffe maldestre, violenze verbali, richieste psicopatiche, sbalzi d’umore improvvisi e colpi di teatro assistiamo ad un delirio mediatico che tiene il mondo col fiato sospeso.

Nelle scorse ore abbiamo tutti temuto il peggio dopo la follia dei proclami che assicuravano “la fine di una civiltà in Iran”, che nascondeva la solita verità: lo stile di un uomo senza strategia politica, affetto da delirio di onnipotenza. Il trumpismo è questo: personalismo, autoritarismo, populismo, disprezzo per le regole e le istituzioni e ogni forma di altruità, e retorica nazionalista. Tutti elementi che applicati agli USA, che restano uno dei paesi più potenti al mondo, per forza militare ed economica, vogliono dire creare una minaccia esistenziale per tutto ciò che quello stesso paese ha creduto fino ad oggi di incarnare: i valori dell’Occidente, la più alta forma di democrazia.

Sara si è chiesta più volte come difenderci da questa deriva morale. Si è interrogata sulla democrazia malata americana e su come sta reagendo quel paese eterogeneo e complicato, su come siamo passati dal fascino della vecchia Hollywood ai deliri sull’Anticristo dei tecnocrati della Silicon Valley, dai personaggi Disney ai mostri tutti uguali generati con l’AI, da Forrest Gump alle Kardashian e l’unico chirurgo estetico di Mar-a-Lago,  dai diritti civili e Martin Luther King a JD Vance, dai Blues Brothers “in missione per conto di Dio” a Greg Bovino col cappotto nazista, dal Grande Gatsby e la lucina verde sulla baia, alle foto taroccate di Trump vestito da re su Truth, il social su cui lancia proclami e diffonde fake news.

L’incontro, un crogiolo di emozioni e di suggestioni tra parole calde ed empatiche, si è concluso con molte domande e con la promessa di rivedersi per affrontare meglio alcuni punti rimasti in ombra che richiedono un ulteriore confronto e approfondimento.

Prima del saluto finale Sara, che ha speso belle parole sulla Cittadella e sul suo Parco della Pace, ha richiamato tutti ad impegnarsi in prima persona per offrire il proprio contributo per affrontare insieme le sfide dure che attendono tutte le persone di buona volontà. Partecipare per vincere.

Antonio Paone
Referente di Libera per Semi di Pace

Enrico Ronca, gruppo giovani New Wave di Semi di Pace
Claudio Cantina, vice presidente della sezione Soci Coop Etruria
Antonello Carvigiani, giornalista di TV2000
Sara Lucaroni, autrice del libro “America Go Away!”
Il firmacopie dell’autrice