25 APRILE –  NELLA CITTADELLA, LA MEMORIA CHE ORIENTA ALLA PACE

Scritto il 24/04/2026
da Semi di Pace

Ottantuno anni fa, il 25 aprile del 1945, l’Italia si liberava dal nazi-fascismo, uscendo dalla dittatura e dalla guerra. La libertà e la pace venivano riconquistate da forze appartenenti a schieramenti di ispirazione diversa, ma unite da un medesimo, nobile scopo.

La fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa seguì di pochissimi giorni (8 maggio). Il continente si presentava devastato, milioni di persone erano morte, ferite o sfollate. Sei milioni di ebrei erano stati assassinati nel corso della terribile tragedia della Shoah.

Quella pace e quella libertà, recuperate a un prezzo altissimo, sono per noi europei così scontate che probabilmente non ci soffermiamo a sufficienza a riflettere sul valore fondante che hanno nella nostra vita. Oggi che sentiamo spirare venti di guerra molto vicino a noi (in Ucraina, a Gaza, nel Libano, in Iran), dedichiamo forse a queste conquiste un po’ più di attenzione, senza però considerare a dovere l’enorme differenza di condizione che esiste tra chi non gode delle fondamentali libertà di espressione, movimento e scelta e chi, come noi, può decidere in prima persona della propria vita.

Proprio l’orrore di fronte alla tragica esperienza della dittatura, dello sterminio, delle discriminazioni e dei soprusi operati da fascisti e nazisti che avevano sconvolto l’Europa e il mondo spinse gli Stati a gettare le basi di meccanismi di cooperazione capaci di scongiurare il ripetersi delle sofferenze e dei disastri appena patiti. Nacquero così organismi multilaterali quali l’ONU (25 ottobre 1945) e il suo sistema di Agenzie comprendente, tra gli altri, la FAO per combattere la fame nel mondo, l’UNESCO per proteggere la cultura (tutti e due costituiti nello stesso 1945), l’UNICEF per l’assistenza all’infanzia (1946) e l’OMS per promuovere la tutela della salute (1948). Inoltre, con il duplice obiettivo di sostenere la democrazia e di proteggere i diritti umani e lo stato di diritto, già dal 1949 dieci Nazioni dell’Europa occidentale istituirono il Consiglio d’Europa, primo embrione di quell’Unione Europea che oggi conta ben 27 membri.

Siamo consapevoli che l’UE non si presenta come un’istituzione perfetta e che necessita di aggiustamenti e ritocchi: eppure resta, al momento, un sistema che vive nella democrazia e nella libertà e al quale buona parte del mondo si rivolge con speranza e rispetto.

Per arrivare a costruire quest’area di complessivo benessere e di protezione sociale e culturale abbiamo dovuto attraversare secoli di conflitti, violenze, ingiustizie e sopraffazioni che sembravano smentire il concetto stesso di umanità. Le nostre scelte odierne si basano o, meglio, provano a basarsi sui principi del dialogo, della diplomazia e della persuasione con inevitabili contraddizioni e stop & go: ma, di fronte alla dilagante mania di protagonismo, all’arroganza, alla smania di arricchimento e al disprezzo per la vita umana, l’Europa continua a proporsi – per quanto non perfetta – come un modello da seguire.

Coloro che oltre 80 anni fa credettero nei valori di libertà e di pace e combatterono duramente per riconquistarli meritano il nostro riconoscente ricordo: essi hanno aperto la via che oggi percorriamo e a noi spetta il compito di non disperdere la loro energia e la loro fiducia. Questo è lo spirito che anima l’Organizzazione di volontariato “Semi di Pace” di Tarquinia, dove si condividono riflessioni sulla pace, sull’inclusività e sulla solidarietà attraverso molteplici iniziative concrete di ispirazione umanitaria. In particolare, le installazioni che danno vita al complesso del Parco della Pace ricordano la fatica ma anche la gioia necessarie per costruire ponti, aprire le braccia, accogliere l’Altro e diffondere parole di ottimismo. A tale scopo, il Parco ospita una serie di simboli che evocano terribili tragedie e non meno terribili sacrifici: il vagone ferroviario che campeggia al centro del Memoriale della Shoah ricorda la tragedia delle deportazioni, il Muro dei muri – con le immagini delle barriere che nel mondo escludono e dividono gli uomini – richiama tutti a comportamenti solidali e il Memoriale del migrante, con l’impressionante barcone sollevato e rovesciato, ci sollecita a riflettere sull’esigenza dell’Uomo di spostarsi da un luogo all’altro della Terra fin dai tempi dell’Homo Sapiens. Se si entra nel Parco della Pace da ignari o indifferenti, è possibile che se ne esca arricchiti di un sentimento di maggiore consapevolezza.

Tutte e tre le installazioni del Parco della Pace sono state create anche per tenere vivi i valori di libertà e pace che il 25 aprile incarna, per rendere onore a chi si è battuto in nome della dignità umana e per continuare a procedere nel solco che venne tracciato quel giorno a prezzo di tante sofferenze. Oggi, più che mai, tali valori vanno difesi perché non sono mai successi acquisiti per sempre ma fragili conquiste da consolidare giorno dopo giorno anche con il coraggio delle piccole e costanti azioni personali.

Fabio Molin e Luisa Riccardi, responsabili del Parco della Pace


Si invita al concerto “Occhi su Cuba”, sabato 25 aprile alle ore 17:00, presso il Teatro San Leonardo di Viterbo. L’evento, promosso da ANPI con la collaborazione di Semi di Pace per l’iniziativa “Cuba nel Cuore”, vedrà la partecipazione musicale del “Progetto de Pueblos Andinos”, a sostegno del popolo cubano.

Il Parco della Pace presso La Cittadella di Semi di Pace a Tarquinia
Il Memoriale della Shoah
Il Memoriale del Migrante
Il Muro dei Muri