IL CENTRO STUDI JOSE’ MARTI’ PROMUOVE CULTURA E SOLIDARIETA’

Scritto il 27/02/2026
da Semi di Pace

Il 25 febbraio Tarquinia ha ospitato l’artista Fabrizio Catalano, nipote del grande scrittore Leonardo Sciascia, per due eventi culturali organizzati dal Centro Studi “José Martí” per la pace e la fraternità tra i popoli, dell’associazione umanitaria Semi di Pace, con il patrocinio del Comune di Tarquinia.

Fabrizio Catalano è regista, autore, sceneggiatore, traduttore, attore, scrittore e saggista. Ha dedicato gran parte della sua carriera a rielaborare l’eredità etica e letteraria del nonno attraverso adattamenti teatrali, molto apprezzati dalla critica e dal pubblico (tra cui Il giorno della civetta, Todo modo, A ciascuno il suo e La scomparsa di Majorana) e pubblicazioni, come il libro conversazione Sciascia e il cinema, che indaga il legame tra lo scrittore e la settima arte.

Una giornata di passioni, suggestioni, emozioni e riflessioni sul nostro tempo malato.

Al mattino la sala conferenze dell’associazione era gremita di ragazzi di alcune classi degli istituti “San Benedetto” e “Vincenzo Cardarelli” di Tarquinia e dell’”Orioli” di Viterbo, intervenuti per ascoltare Fabrizio parlare di vita, letteratura, lotta anti mafia e impegno civile di Leonardo Sciascia. Dopo il saluto di benvenuto del prof. Luca Bondi, Presidente dell’associazione, è intervenuto il prof. Ugo Longo, Direttore del Centro Studi che ha introdotto l’incontro con alcune considerazioni sullo scrittore Leonardo Sciascia, leggendo un passo di uno dei suoi libri meno conosciuti, prima di intervistare l’ospite sui temi previsti. Fabrizio ha parlato di suo nonno tra ricordi e aneddoti, ha raccontato la sua Sicilia senza acqua corrente e telefono, ha ricordato altri grandi come Pirandello e Bufalino, emozionandosi in alcuni momenti quando ha raccontato della malattia del nonno. Ha parlato della famiglia e di come la sua storia personale ha intrecciato la politica, la letteratura, l’arte e il teatro.

Nella seconda parte dell’incontro, dopo la proiezione del trailer del docufilm “Irregular” di Fabrizio Catalano, sono intervenuti alcuni studenti che hanno rivolto domande all’ospite. Molto divertente è stato l’approccio di Fabrizio verso i ragazzi ai quali ha chiesto cosa volessero fare da grandi. L’incontro, ricco di tantissimi spunti di riflessione, si è concluso con un caloroso applauso e con la consegna a tutti i giovani della poesia di Martí “Coltivo la rosa bianca”. Subito dopo i partecipanti si sono spostati nel bosco Martiano per una bellissima e significativa cerimonia con la messa a dimora di quattro piante di alberi da frutto.

Nel pomeriggio l’evento è proseguito al Teatro Comunale Rossella Falk di Tarquinia dove è stato proiettato “Irregular”.

Fátima Lazarte che ne è anche protagonista, si è collegata da remoto dalla Bolivia, alla presenza di Maddalena Celano, saggista e II Ph. D. Program in filosofia e del musicista e montatore Fabio Lombardi.

Il film interamente girato in Bolivia nel 2021 è stato un’occasione importante per riflettere sul femminile, che attende di tornare a splendere con una carica rivoluzionaria, di cui l’umanità ha più che mai bisogno per riequilibrare gli eccessi della tecnologia. La proiezione è stata introdotta da Ugo Longo e Antonio Paone del Centro Studi “José Martí” e dall’Assessora alla cultura del Comune di Tarquinia Roberta Piroli.

“Irregular” inizia con le immagini di una nuova Venere che sta per nascere nel grande deserto di sale, e che ci ha condotto in un viaggio favoloso, ipnotico, psichedelico, in alcuni dei luoghi più inesplorati della Bolivia, tra altopiani, lagune multicolori, vestigia di civiltà perdute, smeraldine foreste, aride distese, architetture coloniali, sgargianti grattacieli. Tutte le donne intervistate ci hanno narrato di matriarcato e sciamanesimo, di streghe e di sogni rivoluzionari con richiami a millenarie tradizioni.

La riflessione profonda parte dal termine irregolare, una parola senza genere, che esprime forse il più grande bisogno contemporaneo; sfuggire all’omologazione, coltivare l’eresia e l’indipendenza, credere in un mondo migliore dove la libertà del corpo e della parola siano la norma, dove la collaborazione e la solidarietà tra gli esseri umani sia possibile.

L’incontro si è concluso con numerose domande, intervallate dagli interventi di Fabrizio, Maddalena, Fabio e Fátima che hanno parlato della realizzazione della pellicola, del significato della parola matriarcato, dei diritti degli indigeni denunciando il patriarcato che soffoca la vita, contrapponendosi alla forza rigeneratrice della donna.

L’impegno condiviso da tutti è quello di proseguire nella collaborazione appena avviata per altri eventi culturali.

Al termine Luca Bondi ha invitato tutti a partecipare concretamente all’iniziativa solidale dell’associazione “Cuba nel cuore” con donazioni mirate al fine di alleviare le sofferenze di un popolo strangolato dalle logiche di dominio del governo americano.

Una mano tesa doverosamente verso un paese che ha soccorso l’Italia con i suoi medici durante i giorni bui del Covid-19.

Antonio Paone

Membro del Centro Studi “José Martí”

Luca Bondi, presidente di Semi di Pace – Fabrizio Catalano, regista del docufilm Irregular – Antonio Paone, membro del Centro Studi “José Martì”
Luca Bondi, presidente di Semi di Pace
Ugo Longo, direttore del Centro Studi “José Martì”
La proiezione del trailer del docufilm “Irregular”
Dialogo con gli studenti
La messa a dimora di quattro piante di alberi da frutto nel bosco martiano
Gli studenti dell’istituto “Orioli” di Viterbo nel giardino martiano
Teatro Comunale Rossella Falk di Tarquinia. Proiezione del docufilm “Irregular”
Ugo Longo, direttore del Centro Studi José Martì
Antonio Paone, membro del Centro Studi José Martì
Fabrizio Catalano dialoga con il pubblico
Fabio Lombardi, montatore del doculfilm
Maddalena Celano, saggista e II Ph. D. Program in filosofia
Fátima Lazarte, protagonista del docufilm, in collegamento da remoto