LEGGE UMANA E LEGGE DELLA COSCIENZA: IL CONVEGNO SULLA SHOAH DELL’UNIVERSITA’ DELLA TUSCIA DI VITERBO

Scritto il 18/01/2026
da Semi di Pace

Ancora la Shoah? Sì, ancora. Il 13 gennaio la superba Aula Magna dell’ateneo di Viterbo era gremita di studenti liceali. Chiedete loro se il convegno cui hanno presenziato è stato interessante, se hanno ricevuto utili spunti di riflessione, se hanno imparato cose nuove. Noi di “Semi di Pace” che eravamo lì – Ugo Longo, Fabio Molin, Maria Luisa Riccardi e Pietro D’Auria – pensiamo davvero di sì: possiamo quanto meno riferire che al termine delle relazioni sono fioccati quesiti, interrogativi e richieste di approfondimento che hanno riguardato i molteplici argomenti trattati e che, inevitabilmente e giustamente, hanno spaziato dall’epoca della Shoah agli avvenimenti più recenti. Visioni e sensibilità diverse e nuove si sono confrontate con rispetto per ogni posizione.

Siamo partiti dalla fine, ovvero dalle domande dei ragazzi, perché quel momento è spesso la cartina al tornasole per capire se un evento ha avuto successo o meno. La professoressa Elisa Guida, che è stata di fatto l’anima del seminario, ha centrato il bersaglio: l’evento è stato ricco di spunti preziosi, dimostrando soprattutto che di Shoah si può e si deve continuare a parlare.
La conferenza ha mantenuto un livello qualitativo alto, esibendo un ottimo equilibrio fra la dimensione nazionale e internazionale della Shoah e quella locale del Viterbese: in particolare, si è riusciti a rendere evidente quanto e come quell’orrore si fosse insinuato a piccoli passi, quasi impercettibilmente, nella società italiana di allora. Fra i suggerimenti più utili offerti ai giovani liceali da Elisa Guida figura proprio l’invito a non fissare l’interesse esclusivamente sull’orrore di quanto accaduto, ma a cogliere sempre i segnali di una deriva o di un decadimento nei rapporti fra le persone anche nel proprio quotidiano.

La capacità di attualizzare il significato di fatti cronologicamente lontani ha accomunato tutti e tre gli interventi previsti dal convegno. Nel primo, Elisa Guida non ha solo presentato un chiaro racconto delle tappe della persecuzione  degli ebrei, che inizia a penetrare nel terreno della società italiana a partire dalle leggi razziali promulgate dal regime fascista nel 1938, chiudendo uno dopo l’altro gli spazi di libertà, di movimento e di partecipazione alla vita civile, economica e politica di quella comunità: ha anche efficacemente intrecciato la “grande storia” con la parabola di una famiglia viterbese di cui ha narrato le alterne e spesso drammatiche vicende, catturando l’interesse della giovane platea. Nella relazione successiva, Matteo Stefanori ha trattato dei diversi luoghi, tra cui anche sedi vescovili e ville private, che vennero trasformati dalle Autorità fasciste in carceri e luoghi di internamento per gli ebrei, suggerendo anche lui il medesimo concetto di come sia stato in fondo “facile” scivolare in un abisso di disumanità passo dopo passo, quasi inavvertitamente. L’ultima relatrice, Caterina  Mongardini, ha riflettuto sul fenomeno del displacement e sul ruolo avuto nella sua risoluzione dall’ONU, che negli anni successivi al 1945 si prodigò fattivamente per aiutare i circa 50 milioni di dispersi/sfollati presenti sul territorio europeo a rientrare nei Paesi dai quali erano dovuti fuggire o a trovare un luogo dove ricostruire la loro esistenza (la Palestina nel caso di molti ebrei): la studiosa ha evidenziato come la fine della guerra in Europa l’8 maggio del 1945  sia stata la cessazione del conflitto ma non automaticamente la fine delle tante tribolazioni di chi quella tragedia aveva vissuto pagandone le pesanti conseguenze. Racconto anch’esso molto efficace, che ha suscitato riflessioni fra i giovani.

Non nel ruolo di relatore, ma in una posizione comunque di rilievo, è stato l’intervento di “Semi di Pace”, affidato a Fabio Molin che ha aperto i lavori richiamando le finalità dell’Associazione e dando particolare risalto al profilo del Parco della Pace e del Memoriale della Shoah di Tarquinia. Fabio si è soffermato sulla centralità del vagone ferroviario come simbolo di quest’ultima struttura e sulla qualità della mostra permanente (ricavata dal catalogo curato proprio da Elisa Guida per “Semi di Pace”) dedicata ai oltre 8.000 ebrei italiani deportati nei campi di sterminio. Fabio ha altresì ribadito le motivazioni che giustificano il parlare ancora di Shoah a distanza di oltre 80 anni da quegli avvenimenti e l’importanza di ascoltare le voci dei testimoni che vissero in prima persona quella tragedia. 

A sottolineare ulteriormente questo concetto, al termine della conferenza Elisa Guida ha mostrato il video di un’intervista a Lello Dell’Ariccia (che non aveva purtroppo potuto essere presente al convegno), nel quale con estrema semplicità e senza autocommiserazione questo prezioso testimone degli eventi ha ricordato i momenti bui vissuti nel 1943 a Roma a seguito della deportazione ad Auschwitz dei suoi familiari dopo il rastrellamento condotto il 16 ottobre dalle SS. Nel suo racconto, significativamente, Lello ha tenuto a ricordare le persone che a rischio della loro vita si opposero al male, scegliendo il bene in nome della solidarietà con gli ebrei perseguitati. D’altronde, durante tutto il convegno molti degli intervenuti – dal moderatore professor Sante Cruciani, alla rettrice dell’Università della Tuscia Tiziana Laureati, al Presidente dell’Aned di Roma Andrea Di Veroli e ad altri ancora – hanno posto l’attenzione sul valore della scelta operata da quanti decisero di aiutare gli ebrei, preferendo agire secondo la propria coscienza anche andando contra legem.

Un problema, questo, con cui l’umanità si confronta peraltro da sempre come ci ricorda anche la tragedia “Antigone” di Sofocle. Tutti efficaci e utili questi messaggi che hanno richiamato la libertà di coscienza, la forza della solidarietà e la consapevolezza delle proprie azioni come “valori superiori”, di cui i giovani presenti al seminario sapranno certamente fare buon uso.

L’Aula Magna dell’ateneo di Viterbo
Moderatore: Sante Cruciani, Università della Tuscia
Al centro: Tiziana Laureti, rettrice dell’Università della Tuscia
Andrea Di Veroli, presidente ANED-Roma
Maurizio Ridolfi, Università della Tuscia
Fabio Molin, collaboratore del Parco della Pace di Semi di Pace
Alfonso Antoniozzi, vice sindaco e assessore alla cultura di Viterbo
Elisa Guida, “Dalla storia d’Italia alla memoria nel Viterbese”
Lello Dell’Ariccia, presidente associazione Progetto Memoria e sopravvissuto ai rastrellamenti nazisti del 1943
Matteo Stefanori, “I campi in Italia e il carcere di Santa Maria in Gradi”
Caterina Mongardini, “I rifugiati ebrei nel territorio viterbese”